Il web del 2024 non assomiglia più del tutto a quello di due anni fa. Gli strumenti utilizzati per costruire siti, misurare le loro performance o targetizzare i visitatori hanno cambiato logica. Diverse evoluzioni tecniche e normative ridisegnano il modo in cui i professionisti concepiscono i loro servizi online e come gli utenti navigano quotidianamente.
INP sostituisce FID: cosa cambia il nuovo Core Web Vital di Google
Hai già cliccato su un pulsante di un sito web senza che accadesse nulla per uno o due secondi? Questo ritardo fastidioso, Google cerca ora di misurarlo in modo più preciso.
Nel marzo 2024, Google ha ufficialmente sostituito il First Input Delay (FID) con l’Interaction to Next Paint (INP) nei suoi Core Web Vitals. Dove il FID misurava solo il primo clic, l’INP valuta la reattività della pagina dopo ogni interazione: clic, input da tastiera, pressione su un menu a discesa.
In concreto, i team tecnici devono monitorare i compiti JavaScript troppo lunghi che bloccano il rendering. Un sito può caricarsi velocemente mentre risponde lentamente alle azioni dell’utente. È precisamente questo scostamento che l’INP cattura. Le risorse pubblicate su web-internet.fr dettagliano questo tipo di evoluzione per i professionisti che seguono le mutazioni del web.
Un buon punteggio INP cambia direttamente il posizionamento nei risultati di ricerca. Gli sviluppatori che ottimizzavano solo il tempo di caricamento iniziale devono ripensare il loro approccio: suddividere gli script pesanti, rinviare i trattamenti non urgenti, ridurre i tempi di visualizzazione dopo ogni gesto dell’utente.

Cookie di terze parti in Chrome: perché il calendario è andato fuori rotta
Per anni, la scomparsa annunciata dei cookie di terze parti in Chrome ha orientato le strategie di marketing. Gli inserzionisti si preparavano a un mondo senza tracciamento classico. Poi Google ha cambiato rotta.
Nel luglio 2024, Google ha abbandonato il suo calendario fisso per la rimozione dei cookie di terze parti. Al suo posto, il browser offrirà una scelta lasciata all’utente, piuttosto che una rimozione uniforme e imposta. Questo cambiamento costringe i professionisti a combinare più approcci simultaneamente:
- La raccolta di dati first-party, direttamente dai visitatori tramite account o moduli, in conformità con il GDPR
- Il targeting contestuale, che analizza il contenuto della pagina visitata per mostrare pubblicità pertinenti senza tracciare l’individuo
- I meccanismi di consenso esplicito, adattati alle esigenze europee e ai diversi browser
Questa incertezza normativa e tecnica complica il lavoro dei team di marketing. Preparare la fine dei cookie di terze parti rimane rilevante, ma il calendario non è più prevedibile.
IA Act europeo: le obbligazioni concrete per i siti web
Il regolamento europeo sull’intelligenza artificiale (regolamento (UE) 2024/1689) è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea il 12 luglio 2024. Questo testo non riguarda solo i laboratori di ricerca. Qualsiasi prodotto web che integra IA è potenzialmente interessato.
L’applicazione è graduale. Alcuni divieti hanno iniziato ad applicarsi a febbraio 2025, mentre le regole generali si estendono fino al 2026. Tre obbligazioni si delineano per gli editori di siti e applicazioni:
- La trasparenza dei contenuti generati da IA: un testo, un’immagine o un riassunto prodotto automaticamente deve essere identificato come tale
- La documentazione tecnica dei sistemi classificati a rischio, che riguarda in particolare gli strumenti di reclutamento o di scoring online
- La governance interna, con procedure di controllo adattate al livello di rischio del sistema
Per un sito e-commerce che utilizza un chatbot o un motore di raccomandazione, ciò significa verificare se il sistema rientra in una categoria a rischio, documentare il suo funzionamento e informare chiaramente gli utenti.

Accessibilità web e WCAG 2.2: una costrizione diventata leva tecnica
L’accessibilità digitale non è più un tema riservato alle istituzioni pubbliche. I riferimenti WCAG 2.2, pubblicati alla fine del 2023, introducono criteri che cambiano la progettazione delle interfacce per tutti gli utenti.
Tra le novità, l’aumento della dimensione minima delle aree cliccabili facilita la navigazione su mobile per tutti, non solo per le persone con disabilità. I criteri di aiuto contestuale nei moduli riducono anche gli abbandoni di carrello o di registrazione.
Rendere un sito accessibile migliora le sue performance globali. Un pulsante troppo piccolo o un modulo senza indicazioni chiare penalizza sia l’esperienza utente che il posizionamento nei risultati di ricerca.
In Francia, il Riferimento generale di miglioramento dell’accessibilità (RGAA) traspone queste esigenze. Le aziende il cui fatturato supera una certa soglia sono già soggette a obblighi di conformità.
Uso mobile e tempo trascorso online in Francia: le tendenze attuali
Il dominio del mobile ha conseguenze dirette sulla progettazione web: un sito pensato prima per computer e poi adattato al mobile non è più sufficiente. L’approccio inverso, detto mobile-first, è diventato lo standard di fatto. Quasi tutto il tempo trascorso su smartphone è dedicato alle applicazioni, il che spinge gli editori di siti a ripensare la fluidità delle loro interfacce mobili.
I social media rimangono crocevia di audience, ma i media online conservano un posto significativo negli usi quotidiani. Per i professionisti del web, ciò significa che distribuire contenuti su più canali rimane più affidabile che dipendere da un’unica piattaforma.
Il panorama digitale del 2024 impone un monitoraggio tecnico continuo. Tra i nuovi criteri di performance di Google, un quadro normativo europeo che si inasprisce sull’IA e sui cookie, e standard di accessibilità più esigenti, ogni scelta tecnica ha ripercussioni sul posizionamento, la conformità legale e la fidelizzazione degli utenti.



